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Arrosticini

Più pregiati (e oggi più rari) sono quelli fatti a mano, a tocchi grossi, infilzati in un rametto di vètichë, ‘vètrice o salcio ripaiolò, in grado di reggere una cottura prolungata. Nell’immediato entroterra di Pescara, i nostri spiedini sono giunti intorno agli anni Cinquanta, importati da ambulanti stagionali provenienti da Villa Celiera, il paese che sembra proprio configurarsi come la piccola “patria” degli arrosticini, da dove provengono i nostri. I tocchetti di carne magra si alternano a quelli di grasso, che hanno lo scopo di rendere lo spiedino più morbido e profumato. Gli arrosticini vengono cotti alla brace su una griglia-braciere di forma rettangolare ed è bene che siano mangiati subito, ben caldi e con un po’ di sale.