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LA PINSA ROMANA

“La pinsa romana era un prodotto povero che proveniva da fuori le mura romane, dove i contadini delle campagne impastavano la “schiacciata” (‘pinsa’ da ‘pinsère’, ovvero ‘schiacciare’) composta da miglio, orzo e successivamente farro.
Veniva lavorata in modo semplice, rispettando una lenta e naturale lievitazione fino ad ottenere delle focacce ovali che venivano cotte sui carboni ardenti.
La nostra pinsa è ispirata alla tradizione, usiamo infatti il metodo della lunga lievitazione ottenendo così un prodotto naturale dal sapore unico, simile a quello del pane antico con lo straordinario risultato finale dell’ “altissima digeribilità”.
L’impasto della pinsa assorbe un’altissima percentuale d’acqua che, unita ad un bassissimo contenuto di olio, risulterà ipolipidico ed ipocalorico, caratteristiche indispensabili per facilitarne la digestione.
Tutto ciò è possibile solo grazie all’utilizzo di una miscela di farine attentamente selezionate, una farina di frumento tenero di altissima qualità, una farina di soia al 100 % vegetale che dona alla pinsa croccantezza e friabilità, una farina di riso che permette di fissare più acqua all'interno del prodotto in fase di cottura ottenendo così un impasto più croccante all'esterno e più soffice all'interno, ed infine una pasta madre essiccata che esalta il sapore antico e naturale della pinsa quasi fosse un pane d’altri tempi…tutte rigorosamente Ogm free.
Per ottenere un risultato eccellente, la pinsa viene cotta in due momenti differenti: durante la prima fase, a causa dell’elevato contenuto di acqua che renderebbe difficile una cottura ottimale, viene abbattuta la parte di umidità in eccesso; successivamente la cottura viene portata a compimento dopo la farcitura con una seconda infornatura.
La pinsa romana, inconfondibile per la sua tipica forma ovale e per il suo profumo, riesce ad esaltare in modo unico la qualità dei condimenti che l’accompagnano”.